Comunicato
Febbraio 2010
L'indotto Pharmitech ha retto bene nel 2009. E ora si guarda con maggior ottimismo al primo semestre.
Le stime congiunturali dell'Osservatorio confermano la filiera a monte della produzione farmaceutica in un ruolo d'eccellenza fra i comparti industriali
L'industria italiana dell'indotto farmaceutico fiuta la ripresa: molte imprese si attendono fatturato ed esportazioni in crescita nel primo semestre del 2010. Ma, soprattutto, il settore ha tenuto bene anche nei momenti in cui la crisi generale ha picchiato più forte, riuscendo a segnare un consuntivo 2009 con l'occupazione rimasta sostanzialmente stabile e le esportazioni calate solo frazionalmente.
Queste indicazioni sono contenute nella seconda indagine sulle aspettative delle imprese redatte dell'Ufficio Studi dell'Osservatorio Pharmintech. Il progetto di ricerca varato da Ipack-Ima spa per analizzare le dinamiche del comparto industriale, porta il nome della fiera triennale Pharmintech (la cui prossima edizione è in programma a maggio di quest'anno, a Bolognafiere), e sviluppa la sua attività con il sostegno delle principali associazioni del comparto, con in testa Farmindustria.
Il comparto industriale scandagliato dall'Osservatorio riguarda l'intera filiera a monte della produzione farmaceutica e vale circa 11,5 miliardi di euro di fatturato, con 61mila occupati. Il campione sul quale sono state elaborate le stime sui consuntivi del secondo semestre 2009 e le previsioni per il primo semestre 2010 è costituito da 86 imprese, con oltre 10mila addetti e 2,1 miliardi di euro di fatturato, in maggioranza costituito da piccole e medie imprese dei settori dei macchinari, materiali e servizi. Significativo per l'attendibilità dei dati è che la metà delle imprese del campione vende all'industria farmaceutica oltre l'80% della propria produzione.
Entrando nel dettaglio dei risultati dell'indagine, il sondaggio dell'Osservatorio Pharmintech induce a considerazioni ottimistiche, evidenziando buone aspettative di ripresa, senza che ci sia stata, lo scorso anno, perdita di fiducia generalizzata nella crescita del settore. Nelle stime riguardanti le variazioni registrate nel secondo semestre 2009 rispetto al primo, il 22% del campione ha addirittura aumentato il fatturato (a fronte del 42% stabile e del 36% che ha dichiarato un calo) e il 26% ha esportato di più (stabile 40%, in calo il 34%). Sostanzialmente in tenuta l'occupazione, soprattutto se raffrontata al panorama generale dell'industria, la cui contrazione ha riguardato solo il 19% delle imprese (stabile per il 66%,in aumento per il 15%). I servizi sono il macrosettore del campione che ha avuto i risultati migliori: ben il 41% ha dichiarato fatturato in aumento, rispetto alla media del 22% , e il 33% ha visto aumentare l'export (media 26%). Sul versante opposto, è il comparto dei macchinari quello che ha risentito maggiormente della crisi.
Di segno positivo le aspettative per il primo semestre 2010. Su questi valori c'è poi da attendersi il traino positivo che in maggio sarà esercitato dalla fiera Pharmintech, appuntamento unico a livello europeo per l'industria dell'indotto farmaceutico, che esalta le due caratteristiche di maggiore spessore di questa industria: l'elevato livello tecnologico e la grande internazionalità. L'indagine dell'Osservatorio, per il periodo, mostra un ampio saldo positivo per le aspettative di crescita del fatturato, con il 27% delle imprese che prevede aumenti ed il 56% schierato con la stabilità; positive, con percentuali analoghe alle precedenti, le attese relative alle esportazioni, mentre l'occupazione resterà stabile, con il 68% delle imprese che non prevede variazioni e la parte restante equamente divisa fra stime in aumento e in calo. Anche queste valutazioni concentrano l'ottimismo sul settore dei servizi, mentre appare più indietro il comparto dei macchinari, con valori inferiori alla media.
"La tenuta delle imprese dell'ìndotto Pharmintech - commenta Giampaolo Vitali, segretario del Gruppo Economisti d'Impresa, docente ricercatore del CNR e direttore dell'Osservatorio - nasce dalla maggiore stabilità della domanda finale farmaceutica e dalla loro notevole apertura internazionale. Sul versante tecnologico ed organizzativo - conclude Vitali -, le notevoli capacità delle imprese di questo comparto dimostrano tutto il loro valore anche per la capacità di essere parter attive nell'importante processo di ristrutturazione che sta interessando l'industria farmaceutica".
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