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Comunicato
24 giugno 2009

L'indotto farmaceutico italiano archivia il 2008 in crescita del 2%

L'industria a monte vale un terzo dell'intera filiera del farmaco. Lombardia, Veneto, Emilia e Piemonte sviluppano quasi il 60% della produzione. I dati del 2° Rapporto dell'Osservatorio Pharmintech

L'industria dell'indotto farmaceutico italiano nell'ultimo anno è cresciuta per produzione, valore aggiunto e salari, con incrementi compresi fra il 2, e il 2,5 per cento, limitando i danni derivanti dalla crisi con un calo marginale di occupazione (-0,54%) e investimenti (-0,65%). Sono dati di rilievo, caratteristici di un settore che reagisce bene alle oscillazioni determinate dai mercati internazionali, pronto anche a rispondere alle tendenze della domanda che proviene dall'industria farmaceutica con nuove forme di organizzazione della produzione come il contoterzismo, che già incide in Italia per circa il 5-8% del comparto dell'indotto nel suo complesso.

Queste sono alcune fra le indicazioni più interessanti contenute nel secondo Rapporto dell'Osservatorio Pharmintech, diffuso in occasione del recente congresso AFI di Rimini, in cui il gruppo di ricerca varato da Ipack-Ima SpA a complemento della propria fiera Pharmintech per perimetrare ed analizzare uno dei comparti industriali italiani di maggiore interesse, quello dell'indotto farmaceutico, introduce alcune significative novità. Viene ampliato il raggio d'azione delle indagini, sono fornite le prime indicazioni congiunturali del comparto, è analizzata nel dettaglio la presenza delle aziende dell'indotto farmaceutico nelle diverse regioni italiane e viene aperta, infine, una significativa finestra d'indagine sul contoterzismo farmaceutico che presenta nel settore una rapida crescita a livello mondiale.

L'Osservatorio è un progetto di ricerca, coordinato da Giampaolo Vitali, ricercatore del CNR e segretario del Gruppo Economisti di Impresa, al quale Ipack-Ima Spa ha dato vita con il supporto delle più rappresentative sigle associative del comparto farmaceutico, a cominciare da Farmindustria. L'obiettivo è studiare le dinamiche e intensificare le relazioni con la business community di un comparto assai articolato, che trova sintesi delle proprie tecnologie ed esigenze nella mostra Pharmintech: questa fiera, con cadenza triennale, presenta tecnologie, materiali, sistemi e servizi per il processo e il confezionamento dei prodotti farmaceutici e parafarmaceutici. La prossima edizione di Pharmintech avrà luogo a BolognaFiere dal 12 al 14 maggio 2010.

L'industria italiana sotto la lente dell'Osservatorio è costituita dalle imprese che lavorano a monte della produzione dei farmaci, e realizzano tecnologie, materiali, servizi e sistemi per il processo ed il confezionamento dei prodotti farmaceutici e parafarmaceutici: l'insieme sviluppa occupazione per 60.715 addetti (poco meno della metà dell'intera filiera farmaceutica), produzione per 11,4 miliardi di euro (il 33% del totale), valore aggiunto per 3,5 miliardi di euro (il 35% del totale). Quella dell'indotto farmaceutico è una realtà d'eccellenza dell'industria italiana, rispetto alla quale presenta indicatori significativamente più elevati della media in materia di fatturato, valore aggiunto, salari e investimenti per addetto.

Una delle novità del Secondo Rapporto dell'Osservatorio Pharmintech è l'analisi dell'impatto economico a livello regionale dell'indotto farmaceutico. Con 16.176 addetti la Lombardia è di gran lunga la regione che ospita il maggior numero di realtà produttive, con un peso del 27% a livello nazionale. Seguono Veneto, Emilia Romagna e Piemonte, con quote vicine al 10%. Lazio (8,7%) e Toscana (6,4%) sono le regioni più rappresentate del Centro, mentre a Sud prima è la Campania, con 2.835 addetti, pari al 4,7% del totale nazionale.

Altro tema rilevante sul quale l'Osservatorio pone l'accento è la crescita del fenomeno del contoterzismo, evoluto in fretta negli ultimi anni e in tendenza fortemente positiva in tutto il mondo (si stima che oggi a livello mondiale valga 26 miliardi di dollari e in soli tre anni, a tutto il 2011, la domanda arriverà a 40 miliardi di dollari). Specializzazione industriale, flessibilità produttiva e nuove tecnologie sono i fattori che inducono l'industria farmaceutica a ricorrere in misura crescente alla produzione in outsourcing. Il Rapporto dell'Osservatorio Pharmintech stima in circa 2.900 il numero di addetti delle imprese esclusivamente contoterziste, per un volume d'affari annuo corrispondente a circa 550 milioni di euro. Sono valori che attribuiscono al contoterzi farmaceutico una quota del 4,8% rispetto al totale dell'indotto, ma se il confronto viene ristretto, in termini tecnicamente più propri, al solo indotto industriale e di ricerca, il campione d'imprese contoterziste incide in Italia per un 8% degli occupati e per il 6,4% del valore della produzione.

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