COMUNICATI
Comunicato stampa
Giugno 2008
Vale 11 miliardi di euro l’anno la produzione dell’indotto farmaceutico
I settori a monte dell’industria dei farmaci analizzati per la prima volta nel Rapporto dell’Osservatorio Pharmintech, promosso da Ipack-Ima Spa
MILANO, 17 giugno 2008 - E’ un comparto poco conosciuto dell’economia nazionale: eppure fattura oltre 11 miliardi di euro, occupa 61mila addetti e determina valore aggiunto per 3,5 miliardi di euro. E’ il settore dell’indotto farmaceutico, per la prima volta definito nei suoi connotati e analizzato in profondità dall’Osservatorio Pharmintech, un progetto di ricerca nato specificamente come emanazione dell’omonima manifestazione fieristica, organizzata da Ipack-Ima Spa, che mette assieme i comparti a monte della produzione di farmaci: tecnologie, materiali, sistemi e servizi per il processo e il confezionamento dei prodotti farmaceutici e parafarmaceutici.
Il Primo Rapporto “Analisi Economico Statistica dell’Indotto Farmaceutico”, presentato oggi al Circolo della Stampa, evidenzia numeri e caratteri significativi di questo aggregato industriale, che si segnala come uno dei comparti più interessanti della realtà produttiva italiana. L’Osservatorio Pharmintech, alla cui azione collaborano tutte le più autorevoli sigle associative della filiera farmaceutica, ha delineato un insieme ad elevata internazionalizzazione produttiva, in cui spiccano la presenza di imprese a capitale estero ed un robusto tessuto di piccole aziende ad altissima tecnologia, tutte con spiccata propensione all'export, con presenza in crescita sui mercati mondiali grazie all'elevata innovazione di prodotto e all’attenzione ai costi di produzione. Rientrano nella classificazione i macchinari e gli impianti industriali per il processo ed il confezionamento dei farmaci, i materiali e gli imballaggi in vetro, plastica, carta, cartone e poliaccoppiati vari da cui derivano fiale, flaconi, boccette, vasetti, scatole, fogli e libretti illustrativi, blister, bollini farmaceutici ed etichette autoadesive. All’interno dell’indotto farmaceutico sono classificabili anche specifiche attività di servizio come i servizi di ricerca sia scientifica che clinica, quelli di automazione industriale, di manutenzione, full service industriale di contoterzismo farmaceutico, nonché i servizi di attività regolatoria finalizzati al rispetto dei rigorosi standard qualitativi imposti da enti quali la EMEA europea o la statunitense FDA.
“La grande varietà delle specializzazioni industriali presenti nell’aggregato – spiega Giampaolo Vitali, responsabile dell’Osservatorio Pharmintech, ricercatore del CNR e segretario del Gruppo Economisti d’Impresa – è correlata alla grande complessità delle produzioni farmaceutiche sotto il profilo tecnologico: l’uso del decentramento produttivo e l’outsourcing dei servizi hanno dato vita a vaste catene di subfornitura, da cui derivano filiere produttive e indotti industriali d’imprese anche molto distanti fra loro dal punto di vista merceologico”.
All’analisi qualitativa, l’Osservatorio Pharmintech abbina la stima quantitativa del macrosettore oggetto del suo studio. L’indotto, a ruota del settore di produzione farmaceutica che ne costituisce la locomotiva, presenta livelli superiori alla media dell’industria italiana per alcuni indicatori caratteristici: ha un valore aggiunto per addetto di 54mila euro rispetto ai 48mila del valore medio nazionale, presenta salari più elevati (24,7 mila euro rispetto a 20,9), investe 8.200 euro per addetto rispetto a 6.400, esporta 97mila euro per addetto contro 67mila. Al Primo Rapporto dell’Osservatorio, che tratteggia con incisività e in maniera dettagliata, le caratteristiche dei diversi segmenti in cui è articolato l’indotto farmaceutico, farà seguito a consuntivo di quest’anno un report congiunturale che sarà anche in grado di valutare gli andamenti e gli scenari previsionali di settore.
“L’indotto farmaceutico è un comparto d’eccellenza dell’industria italiana che siamo orgogliosi di poter monitorare attraverso l’Osservatorio – spiega Guido Corbella, amministratore delegato di Ipack-Ima Spa –, di pari passo con l’organizzazione della fiera Pharmintech, che rappresenta il momento di massima visibilità internazionale aggregata per l’indotto farmaceutico italiano. Il lavoro svolto dall’Osservatorio Pharmintech esalta la nostra mission fieristica, ci pone a diretto contatto come interlocutori della business community di settore e fornisce un quadro completo e dettagliato del mercato di riferimento”.
In prima linea fra le Associazioni che sostengono l’azione dell’Osservatorio Pharmintech c’è Farmindustria. “I dati presentati oggi – afferma il Vice Presidente, Daniel Lapeyre – dimostrano come le imprese del farmaco siano un asset strategico per il Paese, sia per il contributo che offrono allo sviluppo economico e scientifico, sia attraverso il valore generato nel loro indotto, ampio e di grande valore aggiunto.
Le sinergie tra imprese del farmaco e i fornitori dell’indotto generano una spinta all’innovazione che consente agli stessi fornitori di eccellere sui mercati internazionali (con un export che può arrivare al 90% del loro fatturato) e all’industria farmaceutica di aumentare l’efficienza e rispondere così alle sfide della concorrenza internazionale. Un settore, quindi, del made in Italy – conclude Lapeyre - su cui investire per il rilancio industriale del Paese”.
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